Palermo

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“Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavità dell’insieme, il degradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare, della terra… chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita” (Johann Wolfgang Von Goethe).

“There are no words to describe the hazy clarity veiling the coasts as we sailed through the most beautiful afternoon towards Palermo. The purity of the contours, the softness of the whole, the peaceful dissonance of the colors, the harmony between sky, sea, and earth. He who has seen it will not forget – for the rest of his life” (Johann Wolfgang Von Goethe).

Il ponte del 2 giugno è stata l’occasione perfetta per visitare Palermo.

Era da tanto che volevamo andarci e finalmente l’abbiamo fatto: Palermo, con tutte le sue contraddizioni e la sua storia, è una città davvero affascinante.

Camminando per il centro storico, si ha l’impressione di essere fuori dal tempo e dall’Italia; la gente, i profumi che arrivano, l’infinità di mercati, banchetti che vendono cibo, lungo la strada ed in ogni angolo, rendono questa città magica.

On the June 2 we decided to visit Palermo that ,with all its contradictions and its history, is a very fascinating city.

Walking through the historic center, you have the impression of being out of time and out of Italy; the people, the smells that come, the multitude of markets, stalls selling food along the way and in every corner, make this city fascinating .

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Stupor Mundi B&B la nostra scelta per il pernotto. Comodo, dietro al Politeama, accogliente e pulito.

Arriviamo all’ora di pranzo, esattamente per iniziare subito ad assaporare le delizie locali: pane e panelle…squisito. Lo prendiamo alla Antica Focacceria S. Francesco (Via Alessandro Paternostro, 58) e da lì proseguiamo verso il porto, lungo il Cassaro (l’attuale Corso Vittorio Emanuele), uno degli assi principali della città.

Stupor Mundi B&B was our choice for the overnight stay. Comfortable, behind the Politeama, cozy and clean.

We arrived at lunchtime, just to get started right away to savor the local delicacies: pane e panelle… delicious. We take it to the Ancient focacceria St. Francesco  (Via Alessandro Paternostro, 58) and from there we go to the harbor, along the Cassaro (the present Corso Vittorio Emanuele), one of the main street of the city.

cassaro - palermo - viaggiandovaldi

Arriviamo a Piazza Marina dove troviamo il Giardino Garibaldi, a lui intestato per celebrare la nascita della Nazione Italiana.

We arrive in Piazza Marina where we find the Giardino Garibaldi, in his name to celebrate the birth of the Italian Nation.

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C’è il sole e passeggiare tra le sue piante esotiche è davvero rilassante. Tra tutte non potrete non notare il ficus, uno tra i più grandi e vecchi d’Italia.

There is the sun and stroll amongst its exotic plants is really relaxing. Among all, you can not admire the ficus, one of the biggest and oldest in Italy.

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Siamo nel quartiere della Kalsa. Poco distante troviamo Palazzo Chiaramonte-Steri oggi sede del rettorato dell’Università di Palermo, dove all’interno è conservata la celebre opera di Renato Guttuso: Vucciria.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo il porto, quello più antico. Prima, però, superiamo Porta Felice una delle due entrate storiche di Palermo, voluta da Donna Felice Orsini, moglie del viceré spagnolo Marcantonio Colonna, per dare alla città un ingresso monumentale, dal lato mare.

We are in the Kalsa district. Not far away there is Palazzo Chiaramonte Steri, today houses the Rectorate of the University of Palermo, where is preserved the famous work of Guttuso: Vucciria.

We continue our walk along the harbor, the older one. First, however, we overcome one of the two historic entrances of Palermo, Porta Felice, commissioned by Donna Felice Orsini, wife of the Spanish viceroy Marcantonio Colonna, to give the city a monumental entrance from the sea side.

 

Porta Felice

Porta Felice

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Speculare a Porta Felice, troviamo Porta Nuova, accanto al Palazzo dei Normanni, per secoli è stata la principale via d’ingresso della città, via terra.

Speculating to Porta Felice, we find Porta Nuova, next to the Palace of the Normans, was for centuries the main gateway of the city by land.

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Voluta da Marcantonio Colonna per ricordare la vittoria di Carlo V sui Turchi nel 1583, venne successivamente distrutta, nel 1667, a seguito di un’esplosione di un deposito di polvere da sparo. Nel 1669 l’arch. Guercio la ricostruì integralmente, arricchendola della cupola a maioliche e di un’aquila ad ali spiegate.

Commissioned by Marcantonio Colonna to commemorate the victory of Charles V against the Turks in 1583, was later destroyed in 1667, following an explosion of a gunpowder depot. In 1669 the arch. Guercio rebuilt it totally , enriching it with a majolica dome and an eagle with spread wings.

Porta Nuova

Porta Nuova

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Eravamo rimasti al porto, dopo aver attraversato Porta Felice, ci godiamo una piacevole passeggiata lungo il molo della Cala.

We left the port after crossing Porta Felice, we enjoy a leisurely stroll along the pier of Cala.

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Si tratta di un piccolo porto che di recente è stato ristrutturato e riqualificato. La Cala, in realtà, è il porto più antico di Palermo e, fino al XVI secolo, l’unico punto di accesso per le imbarcazioni che arrivavano. Le sue dimensioni dovevano essere notevolmente maggiori rispetto alle attuali, se diedero il nome alla città: Palermo, infatti, deriva dal greco Panormos, ossia “tutto-porto”, proprio perché questa insenatura naturale venne trasformata già dai Fenici nell’approdo ideale per le loro grandi navi.

It is a small port which has recently been renovated and upgraded. La Cala, in reality, is the oldest port in Palermo and until the sixteenth century was the only point of access for boats arriving. Its size certainly was higher than the current, if they gave the name to the city: Palermo, in fact, derives from the greek Panormos, or “all-port”, because this natural creek was already transformed by the Phoenicians in the  ideal landing for their large ships.

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Proseguendo, ci infiliamo nei vari vicoletti.

Attraversiamo il mercato della Vucciria, oggi praticamente in disuso, ma comunque affascinante lo stesso.

Continuing, walking across the alleys.

We cross the Vucciria market, now virtually abandoned, but fascinating all the same.

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Dopo aver curiosato tra i tanti vicoletti, raggiungiamo i Quattro Canti: crocevia che separa i quattro quartieri storici di Palermo: la Kalsa, l’Alberghiera, la Vucciria, il Capo.

After you have browsed through the many narrow streets, we reach the Quattro Canti: crossroad that separates the four historic districts of Palermo: la Kalsa, l’Alberghiera, la Vucciria, il Capo.

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Si tratta dell’epicentro della città, voluto dal vicerè marchese di Vigliena.

I palazzi che delimitano l’incrocio sono arricchiti da fontane raffiguranti le stagioni, dalle statue dei re spagnoli, dalle sante e da alcuni stemmi.

Imboccata Via Maqueda, sulla sinistra ci troviamo davanti alla Fontana Pretoria al centro dell’omonima piazza.

This is the epicenter of the city, built by the Viceroy Marquis of Vigliena.

The buildings that surround the intersection are decorated with fountains depicting the seasons, with statues of Spanish kings,  holies and some coats of arms.

Once on Via Maqueda, on the left we find ourselves in front of the Fontana Pretoria at the center of the square.

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Meglio conosciuta come fontana della vergogna, conferisce alla piazza un aspetto splendido.

Better known as the fountain of shame, gives the place a splendid look.

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Realizzata dallo scultore fiorentino Francesco Camilliani, e destinata in origine per la villa in Toscana di Don Luigi di Toledo, venne successivamente acquistata dalla città di Palermo nel 1573 per superare in bellezza la Fontana di Orione a Messina.

Trattandosi di un’opera molto ricca, piena di sculture di divinità, ninfee nudi, pare che una mattina le monache di San Giuseppe dei Teatini, che si trova proprio di fronte alla piazza, affacciandosi esclamarono: “che vergogna!”.

Made by the Florentine sculptor Francesco Camilliani, and originally intended for the villa in Tuscany of Don Luigi di Toledo, was later purchased by the city of Palermo, in 1573, to outshine the beauty of the Fontana di Orione in Messina.

It is a very rich work, full of sculptures of deities, water lilies naked, and it seems that one morning the nuns of St. Joseph of Theatines, which is right across the square, looking out the window, exclaimed, “what a shame!”.

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Poco più avanti, troviamo Santa Maria dell’Ammiraglio o Martorana.

A little further on, we find St. Mary’s or Martorana.

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Con il suo bellissimo campanile, è una delle più famose chiese medievali della città.

Fu voluta dall’ammiraglio Giorgio Di Antiochia nel 1143. Successivamente, passò in mano al clero greco e, nel 1433, ceduta all’ordine delle suore benedettine , fondato da Eliosa Martorana da cui  prende il nome.

With its beautiful bell tower, is one of the most famous medieval churches in the city.

It was built by Admiral George Of Antioch in 1143. Subsequently, it became property of the greek clergy and, in 1433, was sold to the order of Benedictine nuns, founded by Eliosa Martorana from which it takes its name.

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Praticamente a due passi, si trova la Chiesa di San Cataldo, facilmente riconoscibile dalle tre cupole rosse che spiccano sul suo tetto.

Nearby there is the Church of San Cataldo, easily recognizable by the three red domes that stand out on its roof.

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Edificata nel 1154 dall’ammiraglio Maglione di Bari, passò in mano ai benedettini di Monreale fino al 1787.

Successivamente,  venne trasformata in ufficio postale. Fortunatamente, nel 1882, l’architetto Patricolo la restaurò completamente, riportandola all’originaria struttura architettonica.

Con riferimento alle cupole rosse, forse non tutti sanno che quello non fu mai il colore originario. Esso, in effetti, deriva da un errore di interpretazione di Patricolo, a seguito del ritrovamento di un avanzo di intonaco che egli valutò “rosso cupo”. Da lì, fece ricoprire le cupole di quella stessa tinta.

Built in 1154 by Admiral Sweater Bari, passed to the Benedictines of Monreale until 1787.

Later, it was transformed into a post office. Fortunately, in 1882, the architect Patricolo restored it completely, bringing it back to its original architectural structure.

With reference to the red domes, perhaps not everyone knows that this was never the original color. It, in fact, derives from a misinterpretation of Patricolo, following the discovery of a surplus of plaster that he estimated “dark red”. From there, it did cover the domes of the same color.

san cataldo - palermo - viaggiandovaldi

Dal 1937, la chiesa appartiene all’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. E’ quindi proprietà privata, l’ingresso costa 2,50 euro.

La nostra visita continua con San Giuseppe dei Teatini, emblema assoluto del barocco, così come la Chiesa del Gesù, nota anche come Casa Professa.

Si tratta di due chiese così cariche di decori e di fregi che non saprete dove guardare.

Since 1937, the church belongs to the Equestrian Order of the Knights of the Holy Sepulchre in Jerusalem. iT’S a private property, the input costs 2.50 €.

Our tour continues with St. Joseph Teatini, absolute emblem of the Baroque, as well as the Church of Jesus, also known as the Professed House.

These two churches are full of decorations and ornaments that you will not know where to look.

San Giuseppe dei Teatini - palermo - viaggiandovaldi

La nostra prima giornata a Palermo si conclude con una passeggiata tra i banchi dello storico mercato di Ballarò.

Our first day in Palermo ends with a stroll among the stalls of the historic market Ballarò.

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 La sera ceniamo in uno dei tanti ristorantini di pesce a Sferracavallo, un antico borgo marinaro, lungo la costa a pochi km da Palermo.

La mattina dopo pronti per il mare: ovviamente a Mondello.

In the evening we have dinner in one of the many seafood restaurants in Sferracavallo, an ancient fishing village along the coast a few miles from Palermo.

The next morning ready for the sea: of course Mondello.

mondello - viaggiandovaldi

A 9km da Palermo, è davvero un amore.

Bonificata alla fine dell’Ottocento, Mondello divenne una delle località di mare preferite dalla borghesia palermitana che la trasformò in una sorta di buen retiro, decisamente chic. Lo stabilimento Charleston, edificato nel 1910, rimane ancora oggi emblema di quell’epoca, insieme alla numerose ville in stile Liberty.

 9km from Palermo, it really is a charming place.

Reclaimed at the end of the nineteenth century, Mondello became one of the favorite holiday resort by the bourgeoisie of Palermo who transformed it into a kind of retreat, very chic. The beach property Charleston , built in 1910, still remains the emblem of the era, along with numerous villas in the Liberty style.

Stabilimento Charleston - Mondello

Stabilimento Charleston – Mondello

mondello - viaggiandovaldi

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A pranzo, d’obbligo il polpo da Calogero, specialità locale.

Mi raccomando fatevelo servire senza alcun condimento, tagliato davanti a voi!

At lunch, the octopus by Calogero, a local specialty.

I recommend fatevelo serve without any seasoning, and cutted in front of you!

calogero - polpo - monello - viaggiandovaldi

Non pienamente sazi, abbiamo assaggiato anche un’altra specialità: lo sfincione. Una vera delizia, una sorta di pizza morbida con pomodoro, sarde, pecorino …

La sua origine pare sia araba. Il nome è prettamente siciliano: la sfincia, infatti, è qualcosa di soffice. Da qui, pertanto, sfincione.

Altri due passi sul lungomare e poi si torna a Palermo, direzione le Catacombe dei Cappuccini (Piazza Cappuccini, 1 – ingresso 3 euro). Un posto un po’ macabro, pieno di scheletri, vestiti con gli abiti del proprio mestiere.

Si tratta di una sotterraneo in cui vennero disseccati e sepolti, tra il 1599 e il 1881, i frati cappuccini e i notabili palermitani.

Tra i tanti, lo scheletro della piccola Rosalia Lombardo, è quello che più impressiona. Riposto in una teca apposita, il suo corpicino è perfettamente conservato, nessuna decomposizione. Anche i capelli, biondi, sono rimasti tali. Essa pare semplicemente dormire.

Terminata la visita, ritorniamo verso il centro passando per Porta Nuova e il Palazzo dei Normanni o Palazzo Reale. Oggi è sede dell’Assemblea regionale siciliana.

Sorge sopra i resti di antichi insediamenti punici ed è considerata una delle residenze reali più antiche d’Europa.

Al primo piano, assolutamente da non perdere, la Cappella Palatina (noi l’abbiamo visitata la mattina seguente perché era tardi ed aveva chiuso).

Not fully satisfied, we tasted another specialty: lo Sfincione. A real treat, a sort of soft pizza with tomatoes, sardines, cheese …

Its origin seems to be Arab. The name is purely Sicilian: the sfincia, in fact, is something soft. From here, therefore, sfincione.

Two more steps along the seafront and then back to Palermo, directed to the Catacombs of the Capuchins (Piazza Cappuccini, 1 – 3 euro entrance). It’s a place a little macabre, full of skeletons, dressed in the clothes of their craft.

It is a basement in which they were dried and buried, between 1599 and 1881, the Capuchin friars and the notables of Palermo.

Among others, the skeleton of the little Rosalia Lombardo, is what most impresses. Kept in a special shrine, her little body was perfectly preserved, no decomposition. Even her hair, blond, are such. It seems to just she is sleeping.

After the visit, return to the center through Porta Nuova and the Norman Palace or the Royal Palace. Today houses the Sicilian Regional Assembly.

It rises above the ancient Punic ruins and is considered one of the oldest royal residences in Europe.

On the first floor, not to be missed, the Palatine Chapel (we visited the next morning because it was late and had closed).

cappella palatina - viaggiandovaldi

Interamente coperta da mosaici, vi lascerà a bocca aperta per il suo splendore.

Entirely covered with mosaics, will leave you in awe for its splendor.

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Fu voluta da Ruggero II, dedicata a San Pietro e consacrata nel 1143, come chiesa della famiglia reale, all’interno del proprio castello.

Al secondo piano è possibile visitare gli appartamenti reali.

Proseguendo arriviamo alla Cattedrale…un’altra meraviglia!

It was built by Roger II, dedicated to St. Peter and consecrated, in 1143, as the church of the royal family, inside the castle.

On the second floor you can visit the royal apartments.

Continuing we arrive at the Cathedral … another wonder!

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Dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, ci si accede attraversando un bel giardino, dominato dalla statua di Santa Rosalia, patrona della città.

La struttura è veramente bella, ricca, imponente. Ammirarla è davvero impegnativo.

Dedicated to the Blessed Virgin Mary Assumed into Heaven, there is accessed through a beautiful garden, where there is the Santa Rosalia statue, the patron saint of the city.

The property is truly beautiful, rich, impressive.

cattedrale - palermo - viaggiandovaldi

Costruita nel 1184 sui resti di un’antica moschea, a sua volta eretta sul sito di una precedente chiesa, è un alternarsi di merli, cupole, arcate…

Built in 1184 on the ruins of an ancient mosque, in turn built on the site of an earlier church, is an alternation of battlements, domes, arches …

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Fu voluta dall’arcivescovo inglese Walter of the Mill, desideroso di compete con la magnificenza di Monreale.

Pare che la Cattedrale superò di gran lunga in bellezza Monreale ( ovviamente con riferimento all’esterno) tant’è che l’architetto di Monreale, scendendo a Palermo e ammirando egli stesso lo splendore di questa struttura, consapevole di aver perso, si ammazzò.

Monreale, tuttavia, se esternamente può sembrare meno affascinante della Cattedrale, il suo interno compensa ampliamente a questa mancanza. Considerate amplificata per parecchie volte la cappella Palatina: Monreale è un immenso mosaico, uno splendore, un trionfo.

Al suo interno, sul pavimento, in prossimità della cupola, fate caso ad un’antica meridiana, risalente al 1801 (da un foro nella cupola un fascio di luce indica il mezzogiorno).

E’ quasi sera, ultima tappa prima di cena: Piazza Mingione.

It was commissioned by Archbishop Walter of the Mill, eager to compete with the magnificence of Monreale.

It seems that the Cathedral exceeded far  beauty of   Monreale (of course with reference to outside) so much so that the architect of Monreale when he arrived in Palermo  and admired the splendor of this structure, aware that he had lost, he killed himself.

Monreale, however, from the outside may seem less glamorous of the Cathedral, but its interior amply compensates for this lack. Consider amplified several times the Palatine Chapel: Monreale is a huge mosaic, a splendor, a triumph.

Inside, on the floor, close to the dome, you notice an old sundial, dating back to 1801 (from a hole in the dome a light beam indicates the noon).

It ‘s almost evening, the last stop before dinner: Square Mingione.

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Decisamente sui generis, luogo di ritrovo di giovani che passano il tempo tra una birra e quattro chiacchiere.

Un luogo suggestivo, se pensate che non è stata pensata come piazza in quanto tale ma in realtà si tratta di uno slargo venutosi a creare a seguito di bombardamenti risalenti alla seconda guerra mondiale. I resti che vi si trovano, infatti, non sono rovine o reperti storici, ma solo ciò resta dei palazzi che un tempo occupavano la zona.

Definitely sui generis, it’s a meeting place for young people who spend their time between a beer and a chat.

A wonderful place, if you think that it was not designed as square as such, but this  widening occurred as a result of bombings dating back to World War II. The remains found there, in fact, are not ruins or historical artifacts, but only what remains of the buildings that once occupied the area.

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La sera ceniamo all’Osteria Magia e Bevi (Largo dei Cavalieri di Malta, 18).

Decisamente niente male, la pasta con le sarde…divina.

Dopo cena ci beviamo una cosa in quella che chiamano la Champagneria, una piccola piazzetta nei pressi del Teatro Massimo, tra via Bara all’Olivara e via Salvatore Spatuzza.

Ultimo giorno, Monreale.

In the evening, we have dinner at Osteria Mangia e Bevi (Largo dei Cavalieri di Malta, 18).

Definitely not bad, we ate pasta with sardines … divine.

After dinner we drink something in what they call the Champagneria, a small square near the Teatro Massimo, between Via and Via Bara all’Olivara Spatuzza Savior.

Last day, Monreale.

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Per arrivare prendiamo l’autobus da Piazza Indipendenza. In circa 30/40 minuti, traffico permettendo arriviamo. Scesi dall’autobus, ci sarebbe una navetta che gratis vi porta su al Duomo. Essendo festa e non avendo tempo a disposizione, abbiamo preso un taxi.

Apparentemente, come dicevamo raccontando della Cattedrale, guardando all’esterno vi sembrerà una semplice basilica duecentesca.

Il suo interno, invece:

To get there, we take the bus from Independence Square. In about 30/40 minutes, traffic permitting, we arrive. Get off the bus, there would be a free shuttle that takes you up to the cathedral. Being holiday day and not having time available, we took a taxi.

Apparently, as we said telling the Cathedral, looking outside will seem like a simple thirteenth-century basilica.

Its interior, however:

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Fu costruito tra il 1172 e il 1176 per volere di Guglielmo II.

Se vi salite in cima al Duomo e godrete della vista su tutta Palermo.

It was built between 1172 and 1176 by ​​William II.

If you climb to the top of the Duomo, you’ll enjoy views across Palermo.

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Prima di tornare a Palermo, ci gustiamo il tipico pane cunziato…buonissimo.!

Qualche altra foto e…

Before returning to Palermo, we enjoy the typical pane cunziato … yummy.!

A few more photos and …

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…alla prossima vacanza!

…to the next holiday!

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